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Martedì, 04 Agosto 2009 10:41

Altro Giro - Altra Corsa

Spettacolo teatrale, ideato, scritto e diretto dalla regista M.Teresa Delogu, portato in scena dai dipendenti della Coop Unione Amiatina.

Ma lui non si accontenta mai, vuole tutto, tanto, di più.

 

Lo sapevate che le corporazioni ora brevettano semi, e medicine che le popolazioni indigene hanno usato per secoli, che possono rendere illegale il possedere semi di qualche specie che hanno brevettato, anche se li hanno utilizzati per centinaia di anni? Il processo economico tocca ogni aspetto della vita umana, dal cibo alla salute, all'educazione alla cultura all'ambiente. Gli accordi commerciali sovranazionali non riguardano solo il commercio, ma toccano il modo in cui le società vivono e si organizzano. Modellano le nostre culture e le nostre comunità, definendo cos'è di valore e cosa no, quali notizie ascoltare quali no, cosa commerciare e cosa no.

Siamo partiti dal gioco del teatro per riflettere sul legame fra l'uomo e la terra, per scoprirne i valori culturali e sociali e per aprire una riflessione profonda sul sistema economico mondiale che, cercando di difendere la produzione nei paesi industrializzati, ha condannato alla fame i due terzi del mondo. Il dubbio era: si può parlare di problemi così drammatici come la fame nel mondo, senza deprimersi e senza perdere l'opportunità di divertirsi con il Teatro? La risposta è arrivata appena abbiamo iniziato ad accordare le differenti abilità che costituivano il patrimonio emotivo ed espressivo di partenza. Un patrimonio fatto di impegno, di voglia di esserci, di grande divertimento, che ci ha diretto verso una scelta stilistica in cui si alternano momenti evocativi a situazioni comiche, dove il dramma si sposta volentieri verso la farsa e il gioco e la voglia di sorridere non si esauriscono neanche di fronte ai problemi più complessi.

Così l'argomento proposto all'inizio del lavoro è potuto diventare uno strumento attraverso il quale esplorare le tematiche del mondo, pur rimanendo collegati alle caratteristiche espressive individuali, riconfermando il teatro come strumento di autoaffermazione e di scoperta della propria originalità espressiva.

 

 

 

 

 

 

Un uomo che è passato dal rispetto e dalla venerazione per i frutti che la terra offriva, alla folgorazione dapprima un po’ ingenua e viziata per materie prime esotiche, come la cioccolata e il caffè, fino ad aprirsi la strada ai saccheggi e alle stragi in nome dello sfruttamento più cieco, che permetteranno alle ricche famiglie del nord del mondo di ammalarsi di gotta, colesterolo e obesità, e al sud del mondo di morire di fame.

Un invito, un monito, una sollecitazione che senza diventare moralista, conduca a riflettere sulle azioni positive che ciascuno può mettere in moto e sugli stili di vita che possiamo adottare. Ogni buona unione si fonda sul rispetto; quella fra l’uomo e la terra non dovrebbe sfuggire a tale regola.

 

 Lo spettacolo prende il via da una singolare cerimonia, che forse oggi è particolarmente difficile celebrare: quella del rinnovo del patto d’unione fra l’uomo e la terra. La madre terra non ne può più! E’ arrabbiata con l’ "Homo Sapiens", e costringendolo a ripensare alle sue antiche radici e ai comportamenti aggressivi e predatori che hanno contraddistinto l’uomo occidentale finora, lo accompagna a cercare di prendere coscienza dei propri comportamenti,anche nei suoi riguardi.

All’inizio … non c’era niente.

In quel niente si incontrarono i Creatori, grandi e solenni e decisero di creare il mondo.Ma il mondo doveva essere popolato da qualcuno in grado di adorarli e ringraziarli, così, dalle pannocchie di mais, furono creati gli uomini, belli, intelligenti e perfettamente somiglianti agli Dèi. Così tanto somiglianti, che i Creatori si videro costretti a togliere loro un po’ di poteri, tanto per ristabilire un minimo di equilibrio gerarchico. Ma con la mente annebbiata, gli uomini divennero troppo depressi, allora, per restituire loro un po’ di gioia di vivere, i Creatori decisero di creare…LE DONNE!!!

(antica leggenda Maya)


La storia del rapporto fra l'uomo e la terra è una storia ricca di civiltà che cambiano e si evolvono, ma fino a poco tempo fa era una storia di equilibrio e armonia, così come dimostrano i miti antichi, anche se provengono da luoghi diversi del globo. Il mito sulla creazione del mondo, collegato alla pannocchia di mais, ci riporta ad un tempo lontano, a quando gli uomini vivevano in armonia con la terra ed il cibo rappresentava ancora qualcosa di sacro, un segno di identità culturale, un'occasione di convivialità, nel senso etimologico di "vivere insieme". Ci riporta a quando la terra simboleggiava la "grande madre", la femminilità, i cicli della fertilità, da cui dipendeva la vita degli uomini, così come il mito di Demetra ci racconta:

 

Demetra, Dea del frumento e dei campi di grano, aveva una figlia, la bella e giovane Kore, che un giorno fu rapita da Ade, signore dei morti. La Dea disperata, smise di mangiare e di avere cura di sé e la terra cominciò a morire e a non dare più alcun frutto. Allora Zeus impietosito, ordinò di liberare la giovane Kore, ma lei si era resa colpevole di aver mangiato sette chicchi di melagrana e così fu condannata a ritornare, per una parte dell’anno, nel regno di Ade. Il resto del tempo l’avrebbe trascorso con sua madre e in quel periodo la terra avrebbe dato cibo in abbondanza per tutti...

 

 

 

 

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