Un uomo che è passato dal rispetto e dalla venerazione per i frutti che la terra offriva, alla folgorazione dapprima un po’ ingenua e viziata per materie prime esotiche, come la cioccolata e il caffè, fino ad aprirsi la strada ai saccheggi e alle stragi in nome dello sfruttamento più cieco, che permetteranno alle ricche famiglie del nord del mondo di ammalarsi di gotta, colesterolo e obesità, e al sud del mondo di morire di fame.
Un invito, un monito, una sollecitazione che senza diventare moralista, conduca a riflettere sulle azioni positive che ciascuno può mettere in moto e sugli stili di vita che possiamo adottare. Ogni buona unione si fonda sul rispetto; quella fra l’uomo e la terra non dovrebbe sfuggire a tale regola.
All’inizio … non c’era niente.
In quel niente si incontrarono i Creatori, grandi e solenni e decisero di creare il mondo.Ma il mondo doveva essere popolato da qualcuno in grado di adorarli e ringraziarli, così, dalle pannocchie di mais, furono creati gli uomini, belli, intelligenti e perfettamente somiglianti agli Dèi. Così tanto somiglianti, che i Creatori si videro costretti a togliere loro un po’ di poteri, tanto per ristabilire un minimo di equilibrio gerarchico. Ma con la mente annebbiata, gli uomini divennero troppo depressi, allora, per restituire loro un po’ di gioia di vivere, i Creatori decisero di creare…LE DONNE!!!
(antica leggenda Maya)
La storia del rapporto fra l'uomo e la terra è una storia ricca di civiltà che cambiano e si evolvono, ma fino a poco tempo fa era una storia di equilibrio e armonia, così come dimostrano i miti antichi, anche se provengono da luoghi diversi del globo. Il mito sulla creazione del mondo, collegato alla pannocchia di mais, ci riporta ad un tempo lontano, a quando gli uomini vivevano in armonia con la terra ed il cibo rappresentava ancora qualcosa di sacro, un segno di identità culturale, un'occasione di convivialità, nel senso etimologico di "vivere insieme". Ci riporta a quando la terra simboleggiava la "grande madre", la femminilità, i cicli della fertilità, da cui dipendeva la vita degli uomini, così come il mito di Demetra ci racconta:
Demetra, Dea del frumento e dei campi di grano, aveva una figlia, la bella e giovane Kore, che un giorno fu rapita da Ade, signore dei morti. La Dea disperata, smise di mangiare e di avere cura di sé e la terra cominciò a morire e a non dare più alcun frutto. Allora Zeus impietosito, ordinò di liberare la giovane Kore, ma lei si era resa colpevole di aver mangiato sette chicchi di melagrana e così fu condannata a ritornare, per una parte dell’anno, nel regno di Ade. Il resto del tempo l’avrebbe trascorso con sua madre e in quel periodo la terra avrebbe dato cibo in abbondanza per tutti...








